In occasione della Giornata Mondiale contro l’Omo-Bi-Transfobia, serata di Cinedibattito con la proiezione del film:
PAROLA DI DIO (Lo Studente) di  Kirill Serebrennikov
Russia – 2016

Giovedì 17 Maggio 2018
ore 21 – sede Pianeta Milk
Via Scuderlando, 137 Verona (Borgo Roma)

 

Strano che questo film non sia entrato nel concorso della Queer Palm di Cannes 2016 dove era presente nella sezione Un Certain Regard, perchè il tema dell’omosessualità, con anche uno dei personaggi principali che è omosessuale, viene esplicitamente e ripetutamente affrontato. Tratto da un’opera teatrale del tedesco Marius von Mayenburg, che però aveva come argomento la religione cattolica, che qui diventa quella ortodossa, vista l’ambientazione russa (siamo a Kaliningrad, vicino ai confini con Polonia e Lituania). Il film si regge completamente sugli attori (alcuni presenti anche nella versione teatrale dello stesso regista), ha una trama minima, la ribellione di uno studente contro tutto e tutti per il fatto che nessuno fa più riferimento alle parole della Bibbia. Come se gli autori volessero ricordarci che non esiste solo l’integralismo islamico, che anche la Bibbia è piena di richiami alla violenza e alla vendetta contro gli infedeli. Stupisce solo che nel film non venga mai fatto alcun accenno a interpretazioni metaforiche o traslate dei passi biblici menzionati, che si vuole invece intendere in modo letterale e perentorio. Il film si presenta più come un pamphlet che una storia, più come una denuncia che una riflessione meditata, senza comunque scadere nel didatticismo, quasi alla maniera di una pantomima. Il personaggio centrale, Veniamin (un bravissimo e bellissimo Piotr Skvortsov), è un adolescente che vive con la madre sola, con la quale sembra avere quasi un rapporto amicale (lei gli parla delle erezioni involontarie), che all’improvviso entra in una crisi mistica, purtroppo senza darcene una genesi precisa. Non fa che leggere e imparare a memoria versetti biblici, soprattutto quelli contro il lassismo e le libertà sessuali, che decanta in classe. Si rifiuta di partecipare alle lezioni di nuoto perché le ragazze sono troppo succinte, in bikini. Condanna l’omosessualità, che invece la prof di biologia cerca di spiegare come un atteggiamento naturale, presente anche negli animali, oltre a pensare che Gesù e discepoli fossero una piccola comunità gay, stando alle parole del Vangelo (“Giovanni, il discepolo che Gesù amava”). I compagni di classe non lo prendono sul serio, gli altri professori sembrano invece più interessati ai suoi argomenti (per paura? per ignoranza? stanchi delle moderne ideologie, comunismo compreso?). La prof di biologia è l’unica a percepire la pericolosità di quei brani biblici (che la regia incide sullo schermo per dargli maggiore autorevolezza) ed inizia una guerra personale contro il ragazzo e le sue idee. Veniamin la percepisce come il diavolo… Tra i compagni di classe c’è un ragazzo che zoppica, Grigoriy (Aleksandr Gorchilin), vittima dei soliti bulli, segretamente omosessuale, che s’innamora di Veniamin, arrivando sino a baciarlo sulla bocca, naturalmente sempre respinto. Veniamin non è gay, lo capiamo quando si lascia quasi sedurre da una compagna di classe, ammaliata dai suoi organi genitali mostrati in classe dopo essersi completamente spogliato (nel film sono diverse e insistite le scene di nudo maschile integrale). Il personaggio dello storpio Grigoriy (Veniamin gli diventa amico proprio perché la Bibbia dice che bisogna preferire gli storpi) è uno dei più sinceri e realistici di tutto il film