TDor 2018

Save the date! 20/11/2018

DA UN CORPO ALL’ALTRO…
DA UN GENERE ALL’ALTRO…
DA UN TERRITORIO ALL’ALTRO…
DA UNA VITA ALL’….

 

Il 20 novembre ricorre il Transgender Day of Remembrance: giornata internazionale nata nel 1999 per ricordare tutte le vittime di transfobia.
Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale di lotta alla violenza contro le donne: appuntamento oggi riproposto da un movimento globale al grido di Ni una menos, Non una di meno.

Anche quest’anno, a Verona abbiamo deciso di unire le due ricorrenze, aggiungendo anche un altro tassello transitante: quello migrante, che da un territorio all’altro cerca un’altra vita, un’altra possibilità. Sui giornali leggiamo quasi ogni giorno di atti di violenza fisica perpetrati contro le donne, le persone trans e le persone migranti.

Quando le donne decidono di autodeterminarsi, svincolandosi da relazioni oppressive, su di loro agisce una violenza maschile che mira ad annichilire quella libertà, fino al femminicidio.

Quando le persone transgender si autodeterminano, scegliendo di esprimersi liberamente e di vivere la propria identità di genere, viene agita su di loro una violenza che fin troppo spesso arriva all’annientamento fisico.

Quando le persone migranti decidono di partire, abbandonando la propria terra per cercare una vita migliore, spesso viene riservata loro un’accoglienza indegna, subiscono violenze inenarrabili o non arrivano a destinazione perché muoiono durante il loro viaggio.

Il 20 novembre, ricorrenza del Transgender Day of Remembrance, vogliamo tenere unire queste tre realtà perchè in esse ricorre da un denominatore comune: il bisogno di autodeterminarsi, il diritto a una vita migliore fuori da norme precostituite e imposte da una maggioranza razzista, sessista e omo-transfobica.

La violenza non può essere una forma di controllo sociale. Transitare, attraversare un confine deve essere un diritto, un attraversamento che non può essere pagato con la vita, la perdita della casa, del lavoro e della dignità di esseri umani liberi di esercitare la propria autodeterminazione.

L’attacco all’autodeterminazione delle soggettività donne, trans, migranti si concretizza nei recenti Decreto Pillon e DDL Salvini, e nell’invisibilità istituzionale delle persone trans, che subiscono ancora gli effetti di una legge datata, la 164, che parte da presupposti patologizzanti.

Per quanto riguarda la comunità T*, di cui oggi si ricordano le vittime in tutto il mondo, sono anni che essa in Italia si batte affinchè i trattamenti ormonali e chirurgici di cui necessita vengano inseriti nei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza del Ministero della Salute), in modo che tutti e tutte possano accedervi gratuitamente.
Inoltre, un’altra importante richiesta è che la procedura di cambio anagrafico non debba più passare attraverso i Tribunali dello Stato Italiano, permettendo, così, alle persone T* di evitare lungaggini e non più vivere in una situazione “di mezzo” in attesa dei documenti modificati.

Consideriamo anche gravi gli attacchi contro la libertà delle donne espressi dalla recente mozione contro la 194 approvata a Verona e riproposta in diversi consigli comunali. Contro questi attacchi alle nostre soggettività, la nostra risposta deve essere ferma.

Vi aspettiamo in Piazza Scalette Rubiani Martedi 20 Novembre dalle 19.30 per ricordare tutte e tutti quelli che hanno pagato con la violenza e la vita il diritto a una scelta libera e consapevole.

 

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